Un tempo chiamata la Piazzarella da l’8 giugno 1907 la Piazza fu intitolata a Giovanni Bovio, uomo politico, insigne repubblicano, docente universitario.
La Piazza, protesa nelle acque del canale di Piombino, anticamente si presentava divisa in due parti: la prima dove ancora oggi si innalza il Palazzo Appiani e l’altra zona dove i ruderi di un antico fortilizio, la Rocchetta, occupavano la punta più estrema dello sperone roccioso, conosciuto sui documenti del Seicento con il toponimo Pan di Sapone. Il forte era un vero e proprio punto di avvistamento sul mare a difesa del borgo, databile intorno all’anno Mille.
Nella prima decade del Novecento furono piantate le prime tamerici e costruito un fabbricato, uno chalet, probabilmente come sede provvisoria della Biblioteca comunale.
Nel corso del secolo scorso la piazza iniziò a cambiare la sua fisionomia.
In seguito fu costruita la piccola torre merlata, il faro per le segnalazioni marittime e gradualmente la piazza fu estesa fino all’estrema propaggine.
I lati della piazza furono delimitati dalle panchine e venne costruita una scalinata ancora esistente per accedere alla piccola spiaggia sotto Piazza Bovio dove fu creato il molo e i rifugi antiaerei.
Negli anni Cinquanta il molo fu terminato e accanto prese forma il Centro Velico Piombinese che incorporava nell’edifico anche un bar. Oggi lo stabile continua ad accogliere un’attività commerciale. Bar con juke-box si ritrovano anche sopra la Piazza che proprio negli anni Cinquanta iniziò quell’unificazione stilistica delle panchine e una nuova illuminazione pubblica.
La Piazza per tutto il secolo scorso mantenne l’antica divisione: delimitata da uno zoccolo di marciapiede e dalle tamerici.