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L'isola di Dumas

L’isola resa famosa dal romanzo di Alexandre Dumas è dal 1971 una Riserva Naturale Statale fortemente tutelata e la più protetta tra le isole dell’arcipelago Toscano.

Santuario della natura dove l’accesso rigidamente regolamentato ha permesso il proliferare di molte specie della flora e della fauna un tempo diffuse in tutto l’Arcipelago, l’inaccessibile Montecristo conserva la sua natura incontaminata dalle caratteristiche ambientali eccezionali.

Di notevole valore scientifico e culturale, la presenza alquanto diffusa della capra di Montecristo; si segnalano inoltre il raro discoglosso sardo e l’endemica vipera di Montecristo; tra i volatili, oltre alle specie migratrici, vi risiedono uccelli marini come il marangone dal ciuffo e la berta minore, le cui colonie sono di interesse europeo .

La mitica Oglasa di Plinio, Mons Jovis in epoca romana, era probabilmente un antico luogo di culto dedicato a Giove; nel V secolo San Mamiliano in fuga dai Vandali vi trova rifugio e la ribattezza Mons Christi, ancora oggi è visibile la grotta dove pare abbia vissuto in penitenza.

All’inizio dell’VIII secolo il convento viene assalito e distrutto dai pirati musulmani, gli atti e i documenti comprovanti i diritti del monastero sui moltissimi beni situati nelle isole vicine e quelli relativi alla sua origine vengono perduti.
La leggenda parla anche di un tesoro che forse ha ispirato il romanzo di Dumas.

Fino al XVI secolo l’isola è sede di una fiorente comunità monastica, oggi è una riserva naturale biogenetica dove l’accesso è talmente limitato che conviene mettersi in lista per prenotare una visita; la fascia di tutela biologica impedisce infatti l’attracco, la pesca e la navigazione in prossimità della costa.